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Il giornalismo libero in Calabria non esiste PDF Stampa E-mail

La notizia pubblicata da un quotidiano locale calabrese, "La Provincia Cosentina", secondo la quale Francesca Loiero figlia secondogenita del Governatore della Calabria, Agazio Loiero, lavori a Raifiction, settore presieduto per lungo tempo dal suo amico e conterraneo, Agostino Saccà, ha provocato una furiosa reazione dello stessl Presidente Loiero che ha annunciato querele al quotidiano ed ha anche richiesto l'intervento del Presidente dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri.

Ed è da questo assunto che diviene interessante analizzare l'intera vicenda e soprattutto il particolare aspetto del rapporto fra giornalismo, informazione e potere politico in Calabria.

A parte il fatto che nessuno discute la bravura e la capacità delle due figlie di Loiero, la prima Valentina, giornalista assunta nel lontano 1996 a Canale 5 e la seconda, Francesca, in Rai che hanno evidentemente ereditato dal padre Agazio la passione del giornalismo, essendo lo stesso Governatore della Calabria, iscritto all'albo dei giornalisti della Calabria, ciò che francamente colpisce è il fatto che il Presidente Loiero abbia richiesto l'intervento dell'Ordine dei giornalisti calabrese.

E sulla professione di giornalista in Calabria, in una terra così difficile, caratterizzata dall'illegalità diffusa e dal connubio opprimente fra 'ndrangheta, poteri forti e politica ci sarebbe molto da discutere.

Chi scrive è giornalista pubblicista iscritto all'albo dei giornalisti di Milano dal 1999, ma, in realtà, la professione di giornalista è, nei fatti, esercitata dal lontanissimo 1986, cioè da ben ventuno anni, senza mai aver ricevuto un solo euro di contribuzione previdenziale e senza aver mai regolarizzato alcuna posizione lavorativa.

Ventuno anni di onorato abusivismo professionale in una realtà dove i diritti sono solo una chimera. Ventuno anni documentabili con migliaia e migliaia di articoli e numerosissime collaborazioni, oltre alla conduzione di centinaia di trasmissioni televisive e collaborazioni giornalistiche presso i Tg su emittenti locali regionali come VL7 – Cinquestelle, MetroSat, Ten, CamTele3, TeleTirreno, solo per citarne alcune, con una peculiarità, quella di aver svolto tale attività indirizzandola ad un forte impegno di antimafia sociale con pubblicazione di libri sul fenomeno della 'ndrangheta e della corruzione e con la pubblicazione di centinaia e centinaia di inchieste sul malaffare e sulla criminalità.

Impegno ancora più a rischio non potendo contare su alcuna tutela di alcun genere. Collaborazioni giornalistiche finanche con il quotidiano "Il giornale di Calabria" gestito dallo stesso Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, che gestisce anche alcune emittenti televisive private. Un Presidente dell'Ordine anche editore. Ma in Calabria tutto è possibile. Ma ciò che assume e rasenta il ridicolo è che in Calabria la quasi totalità di coloro i quali rivestono ruoli politici sono iscritti da anni all'Ordine dei Giornalisti calabrese. Migliaia di pubblicisti che sono anche sindaci, consiglieri comunali, assessori comunali e consiglieri regionali, oltre a numerosi deputati e senatori. Il sottoscritto per potersi iscrivere all'Ordine dei Giornalisti ha dovuto confidare nel buon cuore dell'allora Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Franco Abbruzzo, di origini calabresi.

Una terra, quella calabrese, dove l'inquinamento è totale e totalizzante, dove alle baronie dei potenti tutto è concesso, ma , soprattutto, una terra che destina a chi non vuole chinare la testa, sofferenza, isolamento e tanto, tanto dolore. Una terra che porta oltre cinquantamila giovani all'anno ad emigrare in altre regioni per cercare lavoro dopo aver conseguito gli studi, il più delle volte con risultati eccellenti. Giovani che, non recando cognomi illustri, sono destinati all'eterno precariato e all'emarginazione. Ma come tutti sanno non tutti siamo uguali.

 

Fonte: Democrazialegalita.it (periodico  diretto da Elio Veltri)

Pubblicato il 17 dicembre 2007