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Storie di 'ndrangheta

“La cultura per la legalità è lo strumento essenziale per sconfiggere un giorno la mafia e le forme criminali. Non si può pensare che il compito di lottare la criminalità possa essere delegato solo alla forma repressiva. E’ necessario far crescere il seme di una nuova cultura”. Questo quanto affermava Giovanni Falcone, dinanzi ai ragazzi di Palermo nelle scuole, prima di essere barbaramente ucciso dal tritolo di Cosa Nostra. Uno degli argomenti che molti sociologi, e studiosi del fenomeno criminale hanno spesso dibattuto è quello di valutare concretamente quanto abbia influito una certa cultura romanzesca e popolare sulla crescita del mito della figura del padrino.

Paul Getty III è morto a 54 anni il 7 febbraio 2011. Rimarrà nella storia il suo sequestro che, nel 1973, segnò l'inizio della trasformazione della 'ndrangheta in una potente holding criminale a livello mondiale. Erano i primi anni settanta. Gli anni del decennio nero, delle stragi, del boia chi mollla, del sequestro Moro. E anche gli anni in cui la già potentissima organizzazione criminale della 'ndrangheta avvia una nuova industria ed un nuovo metodo per acumulare denaro da investire nel traffico di droga e negli appalti, segnando l'avvio di quel processo di infiltrazione di capitali illegali nell'economia legale che determinerà il fenomeno, ancora oggi sottovalutato, dell'economafia.

La nuova industria è quella dell’anonima sequestri, che per anni sarà l’artefice di de­cine e decine di sequestri effettuati nell’in­tero territorio nazionale con molti dei se­questrati che, nonostante il riscatto pagato, non ritorneranno più nelle loro case la­sciando affranti per sempre i loro cari.

E la’Ndrangheta si fa imprenditrice dell’illegalità
di Marilena Rodi
In una terra dove si fa ancora fatica a redimere un fenomeno anomalo
per il vivere civile: un libro di Falco editore denuncia i nuovi scenari


Complicità e connivenze da sempre rappresentano la roccaforte della criminalità organizzata. L’educazione alla legalità e l’impegno civile per la diffusione e la crescita del diritto di cittadinanza sono gli elementi cardine per contrastare le forme di illegalità e l’azione pervasiva della malavita.

17/04/2008  

Dal 1994 al 2005, i reati ambientali in Italia sono stati 321.034 con 215.679 persone denunciate e arrestate e con 68.067 sequestri di siti e manufatti di vario genere. Secondo i dati di Legambiente, il 41 per cento di queste violazioni si è verificato in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, vale a dire nelle quattro regioni del Mezzogiorno dove la presenza delle mafie è invasiva e pervasiva specialmente nel ciclo dei rifiuti e del cemento. Ma le cose non sono andate meglio negli anni 2006 e 2007, perché nessuno dei problemi strutturali del ciclo dei rifiuti è stato risolto.

(pubblicato sul giornale on line democrazialelagità.it il 2007) 

La recente intervista del senatore a vita Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, ripropone l'eventualità , a tanti anni di distanza, di riaprire la discussione su una delle pagine più tristi e più oscure della storia della nostra Repubblica: il caso Moro.

E nella stessa intervista si sottolinea uno delle tante zone d'ombra di quella vicenda, il ruolo che avrebbe potuto assolvere nei famosi giorni della prigionia di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse l'organizzazione criminale calabrese, la 'ndrangheta, che già allora vantava non poche aderenze nel mondo politico e cosiddetto istituzionale.


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