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Calabria OraIl Botta e risposta pubblicato su "Calabria Ora" del 9 luglio 2011 a pag. 16 nel quale viene pubblicata la lettera al Vicedirettore, Davide Varì, scritta dal giornalista Gianfranco Bonofiglio, e la risposta dello stesso Varì, impone un antefatto riguardante l'affermazione del vicedirettore Varì, condivisa dal Direttore Sansonetti, che a Cosenza non necessita un sistema di videosorveglianza essendo Cosenza una città sicura e tranquilla. Tale tesi, assolutamente non veritiera, deve necessariamente essere contestata e nella lettera del giornalista Bonofiglio se ne illustrano le ragioni. Interessante leggere anche la risposta.

Un grave errore ritenere la nostra una città sicura 

Le motivazioni addotte dal Vicedirettore di “Calabria Ora”, Davide Varì, illustrate nell'articolo “Le videocamere non servono” pubblicato su pag. 13 dell'edizione dell'8 luglio in merito alla manifesta volontà dell'amministrazione comunale di voler potenziare il sistema di videosorveglianza non sono solo molto discutibili, ma dimostrano, inequivocabilmente, come il Dott. Varì non conosca bene la città di Cosenza.

Nave veleniDopo il ritrovamento della nave contenente rifiuti tossici inabissata nel mare della Calabria, riproponiamo l'inchiesta che la Voce aveva pubblicato in esclusiva lo scorso anno, nel numero di ottobre 2008. Il titolo era:

ABISSI AL VELENO

Si sostiene che siano addirittura quarantasette le navi affondate nel Mediterraneo, molte delle quali al largo delle coste della Calabria, nelle zone ad alta profondità. Queste navi vengono affondate utilizzando la polvere di marmo che a contatto con l'acqua si solidifica».

10/12/2009 
"La vicenda di San Lorenzo del Vallo con un imprenditore che, esasperato, uccide il suo estorsore è un altro segnale della gravità del fenomeno criminale in Calabria che, inarrestabile, continua la sua ascesa nel controllo capillare del territorio''.

A sostenerlo è stato Gianfranco Bonofiglio, responsabile del Centro studi regionale sull' illegalità e responsabile dell'Osservatorio sulla legalità e trasparenza della Provincia di Cosenza, in merito all'omicidio di Francesco Gabriella, di 55 anni, ucciso ieri da un commerciante che cercava di taglieggiare, E.C., di 48 anni. 

21/07/2008
Fra i quaranta omicidi anche quello di Francesco Africano, Emanuele Osso e Domenico Petrungaro dell’81

Il 1992 è l’anno di tangentopoli e l’anno della morte dei giudici Falcone e Borsellino. L’anno nel quale cambia l’Italia e l’anno in cui lo Stato reagisce con maggiore incisività nella lotta alla mafia. L’anno nel quale boss di primo piano iniziano a collaborare. A Cosenza il primo pentito avvia la sua collaborazione nel 1993. E’ Roberto Pagano, che si pente perché consapevole di essere stato condannato a morte come suo fratello, ucciso in un agguato, per aver costituito con i fratelli Bartolomeo ed i fratelli Notargiacomo una nuova banda criminale.

10/10/2007


Che la 'Ndrangheta Spa, la più grande holding italiana con interessi di miliardi di euro diffusi in ogni angolo del pianeta si interessasse anche di rifiuti tossici era ed è fatto notorio. Ma che tale losco traffico nel quale si ritrovano esponenti di diverse lobby nazionali ed internazionali e che coinvolgono trafficanti di ogni genere potesse generare anche una nuova specie ittica supera anche la più prolifica delle fantasie.

Infatti negli scenari incantevoli delle coste tirreniche della Calabria è stato pescato il pesce al mercurio. Sembra essere una barzelletta invece è tutto maledettamente vero. Nei mesi scorsi un quantitativo considerevole di metalli pesanti è stato rinvenuto nel pescato proveniente dalle acque del Tirreno.


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